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I Solisti Aquilani all'Armonie d'Arte Festival

Sabato 22 agosto p.v. al Parco Archeologico Nazionale di Scolacium, in Calabria, nell'ambito del Festival Armonie d'Arte 2020, I SOLISTI AQUILANI QUINTETTO suoneranno con Richard Galliano e Massimo Mercelli.

RICHARD GALLIANO fisarmonica e bandoneon
Massimo Mercelli flautista
I Solisti Aquilani Quintetto

Daniele Orlando, violino

Federico Cardilli, violino

Gianluca Saggini, viola

Giulio Ferretti, violoncello

Massimo Di Moia, contrabbasso

https://www.liveticket.it/evento.aspx?Id=289463&InstantBuy=1

Giovanni Sollima
Contrafactus per flauto e archi

Johann Sebastian Bach
Concerto in la minore. BWV 1041 (versione per fisarmonica e archi)
Allegro
Andante
Allegro assai

Richard Galliano
Jade Concerto, per flauto, fisarmonica e archi (dedicato a Massimo Mercelli)

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Astor Piazzolla
Oblivion per fisarmonica e orchestra d’archi

Richard Galliano
Opale Concerto per fisarmonica e orchestra d’archi

Antonio Vivaldi
dal Concerto in sol minore L’Estate RV 315 op. 8 n. 2
(versione per fisarmonica e archi)
Adagio
Presto. Tempo impetuoso d’Estate

Richard Galliano
“Valzer a Margaux”  per fisarmonica e orchestra d’archi

Elegante rendez-vous con la poetica densa di verve del francese Richard Galliano, principale artefice della fisarmonica quale strumento dalle innumerevoli capacità espressive, considerato da molti il miglior interprete naturale del culto riconosciuto alla musica di Astor Piazzolla. In questa nuova, attesa esibizione in Calabria dopo molti anni di assenza, lo attende un programma particolare, arguto, fascinoso, sponda ideale tra generazioni e stili musicali, geografie  e culture. Insieme all’eclettico Massimo Mercelli (a lungo al fianco del compianto Ezio Bosso) e al raffinato Quintetto dei Solisti Aquilani, Galliano condurrà la platea in un canovaccio che racconta di un sound raffinato che recupera e si fonde con quello stile melodico francese immediatamente riconoscibile nel suo spirito popolare eppure colto. Un crocevia di declinazioni diverse in Richard Galliano annullerà le distanze tra generi, da una parte evocando il “new tango” di Piazzolla, dall’altra riallocando la sua esperta maestria nel solco dell’ortodossia classica, recuperando la sua anima jazz e rigenerando il valzer musette con quel taglio intimo e ardito della cosiddetta “new musette”, di cui è l’esponente più accreditato.