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I Solisti Aquilani protagonisti di “Oltre la musica” in ospedali, case di cura e carceri

L’associazione musicale e culturale Promu – All For Music ha scelto I Solisti Aquilani per la prima edizione della rassegna “Oltre La Musica”. L’iniziativa consiste nel diffondere la musica nei luoghi della vita quotidiana nei quali risulta difficilmente accessibile, come ospedali, case di cura e istituti di detenzione. L’obiettivo è quello di donare sollievo e spunti di riflessione e creatività ad un pubblico impossibilitato ad accedere alla sale da concerto tradizionali. Il primo concerto di inaugurazione della rassegna si svolgerà giovedì 30 gennaio 2020 alle ore 18.00, presso l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze.

L’orchestra d’archi de I Solisti Aquilani, con oltre 50 anni di storia alle spalle e numerose esibizioni in tutto il mondo, nel 2020 suonerà in 15 luoghi, tra ospedali e carceri, promuovendo la cultura del sollievo e la tutela della bellezza. L’ensemble abruzzese eseguirà “Le Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi, interpretate in chiave ambientalista per trasmettere il messaggio dell’importanza della salvaguardia del “bello”, del quale tutti facciamo parte senza alcun tipo di discriminazione e che tutti abbiamo il diritto e il dovere di conoscere e tutelare.

Una rivisitazione de “Le Quattro Stagioni” quella realizzata da I Solisti Aquilani che fa parte del progetto “Una Nuova Stagione”,patrocinato dal Parlamento Europeo, e che pone l’attenzione sul ruolo dell’Uomo nei confronti dell’Ambiente. Vivaldi ne “Le Quattro Stagioni” descrive una Natura incontaminata. Ben diversa è l’amara visione di come la Natura sia stata ridotta da un intervento dell’uomo spesso troppo invasivo. Il concerto del primo violino Daniele Orlando e dell’orchestra de I Solisti Aquilani, offre al pubblico diversi spunti di riflessione, grazie all’elaborazione di un “chiaro-scuro sonoro” nell’esecuzione: da un lato la Natura per com’era, sarebbe potuta e potrebbe tornare ad essere, dall’altro la Natura violata come quella che troppo spesso abbiamo di fronte ai nostri occhi.