I Solisti Aquilani a Sirmione
03 Luglio 2026 21:00Sirmione | Grotte di Catullo - Prato della Pelosa
Dove e quando
- 03 Luglio 2026 21:00
- Sirmione | Grotte di Catullo - Prato della Pelosa
per il GARDA LAKE MUSIC EXCELLENCE 2026
Artisti
I SOLISTI AQUILANI
Daniele Orlando violino solista
Brani
Concerto di apertura GLME 2026
“IL CANTO DELLE STAGIONI ALLE GROTTE DI CATULLO”
Antonio Vivaldi (1678 – 1741)
Concerto in re maggiore RV 121 per archi e b. c.
“Le Quattro Stagioni” da “Il Cimento dell’Armonia e dell’Invenzione” Op. VIII
Fabio Massimo Capogrosso (1984)
“Residenza oblio” per orchestra d’ Archi
Altre informazioni
Antonio Vivaldi: Le Quattro Stagioni – Una Riflessione per l’Ambiente
Questa non è una semplice esecuzione, ma un’interpretazione in chiave ambientalista de Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi, che trasforma l’opera in un potente manifesto sonoro.
Il progetto nasce dall’urgenza di riflettere sul ruolo dell’Uomo all’interno dell’Ambiente e sul prezzo dei nostri interventi. Dopo essere stato presentato in sedi istituzionali di rilievo, come il Parlamento Europeo di Bruxelles e la Camera dei Deputati di Roma (in occasione del decimo anniversario del terremoto dell’Aquila), questa “lettura” approda per stimolare una profonda presa di coscienza.
Dall’”idillio vivaldiano” alla “realtà invasiva”
Se l’opera originale di Vivaldi dipinge una Natura idealizzata e incontaminata, l’esecuzione dei Solisti Aquilani e Daniele Orlando offre un amaro confronto con la realtà di oggi, segnata da un intervento umano troppo spesso invasivo e devastante.
Attraverso l’elaborazione di un “chiaro-scuro sonoro”, l’esecuzione guida il pubblico in una duplice esperienza:
-
La Luce: La Natura per com’era, per come sarebbe potuta e potrebbe tornare ad essere;
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L’Ombra: La Natura violata e ferita che abbiamo costantemente di fronte ai nostri occhi.
L’Arte come guida per la consapevolezza
Il fine ultimo di questa performance è lanciare un messaggio forte e chiaro: l’arte, e in questo caso specifico la musica, ha il potere e il dovere di veicolare un messaggio sociale cruciale.
Non si tratta solo di bellezza armonica, ma di un invito a una crescita di consapevolezza dell’esistente. Ascoltare e fare propria questa interpretazione significa intraprendere un cammino di progresso culturale che pone la tutela dell’ambiente al centro del nostro agire. Che questo ascolto sia una scintilla per il cambiamento.
Fabio Massimo Capogrosso (1984)
“Residenza oblio”
per Orchestra d’ Archi
Ispirato all’ omonimo racconto di Luigi Rodio Residenza Oblio si addentra nell’ ambito psicologico, in particolare sull’ idea dello “Schema Therapy” (terapia dello schema), una moderna forma di psicoterapia sviluppata dal Dr. Jeffrey E. Young.
Essa prevede diciotto schemi maladattivi, ovvero forme comportamentali derivate da paure, insoddisfazioni e in generale turbamenti esistenziali, che si legano a bisogni emotivi primari e universali dell’uomo, i quali restando inappagati, generano una serie di reazioni e atteggiamenti disfunzionali.
Il mio lavoro su questo racconto, non è riferibile a un puro e semplice poema sinfonico; così come in molti altri lavori analoghi basati su soggetti letterari, ho cercato di spingermi oltre la pura narrazione, facendo mia l’esperienza emotiva, restituendola alla partitura attraverso una personale e intensa visione della propria realtà.
