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Storia dei
Solisti Aquilani

La storia dei Solisti Aquilani nasce dall’incontro di giovani musicisti e da un progetto destinato a legarsi profondamente alla città dell’Aquila.

Erano giovani e sognatori

Com’è giusto che sia per tutti i giovani, soprattutto quando sono musicisti. Operavano a Roma sotto la guida di Vittorio Antonellini e avevano già tenuto numerosi concerti nei luoghi musicali più prestigiosi della capitale.

Fu Goffredo Petrassi ad ascoltarli e a segnalarli a Nino Carloni, che stava cercando un complesso da camera da coinvolgere nelle iniziative musicali aquilane. Da quell’incontro prese forma un progetto destinato a legare quei giovani musicisti alla città dell’Aquila.

Nascono
I Solisti Aquilani

La Camerata Musicale Romana divenne così I Solisti Aquilani. Il debutto avvenne il 21 aprile 1968 all’Auditorium del Castello Cinquecentesco dell’Aquila, segnando l’inizio di una nuova realtà di produzione musicale.

Il gruppo entrò presto nel panorama delle formazioni cameristiche italiane, in anni caratterizzati dalla riscoperta del repertorio strumentale italiano del Sei e Settecento. Accanto a realtà già affermate, I Solisti Aquilani iniziarono a costruire una propria identità artistica.

 

La scelta dell’Aquila

A distinguerli fu fin dall’inizio anche il rapporto con il territorio. I Solisti Aquilani rappresentavano una realtà particolare nel panorama nazionale, con una presenza fortemente radicata in Abruzzo e nel Mezzogiorno.

Quando, dopo alcuni concerti in Emilia-Romagna, arrivò la possibilità di trasferire altrove il progetto attraverso una sponsorizzazione, i musicisti scelsero di rimanere all’Aquila. Una decisione che rafforzò il legame con la città e accompagnò la crescita dell’ensemble anche fuori dai confini regionali.

Un percorso
che continua

Nati nell’ambito della Società Aquilana dei Concerti “Bonaventura Barattelli”, I Solisti Aquilani divennero successivamente un’associazione autonoma, consolidando nel tempo la propria struttura e la propria attività musicale.

Da allora il percorso dell’ensemble si è sviluppato attraverso concerti, collaborazioni e progetti, mantenendo un rapporto costante con L’Aquila e con il territorio. Una storia che continua a evolversi, conservando il legame con le origini e aprendosi a nuove esperienze artistiche.

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