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I SOLISTI AQUILANI al Teatro Flavio Vespasiano di Rieti

Era il 16 aprile 2009 e I Solisti Aquilani si ritrovarono a Rieti per suonare la loro musica. Pochi giorni prima un evento sismico aveva pressoché distrutto L’Aquila. Ma le istituzioni culturali del capoluogo abruzzese continuarono a programmare musica, teatro, danza, garantendo continuità, pur in un contesto di assoluta precarietà.

Questo è stato il percorso scelto da tutte le istituzioni culturali aquilane, in un momento in cui la città era ridotta in macerie, gli spazi dello spettacolo erano tutti inagibili, la popolazione assoggettata ad una vera e propria diaspora.

Anche I Solisti Aquilani scelsero di non arrendersi e a soli pochi giorni dal sisma erano sul palcoscenico del Teatro Vespasiano di Rieti dove torneranno a suonare il 9 aprile, a sette anni di distanza dalla prima esibizione, insieme ad una straordinaria artista, la pianista coreana Ilia Kim.

Estremamente raffinato e di raro ascolto il cartellone della serata che propone pagine di estrazione e stili diversi, piacevoli all’ascolto, in tre delle quali autentico co-protagonista musicale è il pianoforte L’apertura è affidata a Wedding cake per pianoforte e archi di S. Saint- Saëns, brano scritto nel 1886 in occasione delle nozze dell’amica Caroline de Serres, fra le più importanti pianiste francesi dell’epoca. La musica di Saint-Saëns è equilibrata, nitida, elegante, razionalistica, quasi cartesiana.

Costruita con somma sapienza e con distinto mestiere, si fonda su presupposti estetici di matrice sostanzialmente classica: Mozart, dunque, insieme al romanticismo temperato di Mendelssohn. A seguire Due danze per pianoforte e archi di Claude Debussy, autore brillante e fantasioso. La sua musica è essenziale, stringata e priva di pomposità; Debussy, nel pieno dello stile impressionista e simbolista del suo tempo, punta alla brevità aforistica ed è alla continua ricerca dell’innovazione.

Malédictìon per pianoforte e orchestra d’archi di Liszt, terzo brano in esecuzione, risale agli anni giovanili dell’autore e fu scritta intorno al 1830, in funzione prevalente di un pianismo ricco di effetti, nel rapporto tra momenti lirici ed esplosioni vivacemente drammatiche, secondo quello stile che appartiene interamente a questo compositore. La seconda parte del concerto prevede Elegia per archi “Crisantemi”di Puccini e Antiche Arie e Danze per liuto, Suite III di Respighi.

Crisantemi, eseguito per la prima volta il 26 gennaio 1890 al Conservatorio di Milano dal Quartetto Campanari, riscuote immediatamente un tale successo da dover essere ripetuto nello stesso concerto; in repliche successive viene anche eseguito con un organico di archi più ampio. Le Antiche arie e danze vogliono ricreare in uno spirito attualizzato una selezione di brevi brani rinascimentali, donando loro, con risultati estetizzanti, una veste strumentale ricercata e preziosa, ispirata dal raffinato gusto timbrico di Respighi, dalle sue straordinarie capacità di orchestratore. 

programma

  • C. DEBUSSY, Due danze per pianoforte e archi
  • C. SAINT-SAËNS, Wedding cake per pianoforte e archi
  • F. LISZT, Malédiction per pianoforte e archi
  • G. PUCCINI, Elegia per Archi "Crisantemi"
  • O. RESPIGHI, Antiche Arie e Danze per Liuto, suite III