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ILIA KIM e I Solisti Aquilani il 24 febbraio a L'Aquila. Guida all'ascolto di PIERO RATTALINO

Concerto da non perdere quello che I Solisti Aquilani propongono il 24 febbraio nell'ambito della rassegna "Musica per la città", sia per il repertorio, raffinatissino e di raro ascolto, sia per la solista ospite, la straordinaria pianista coreana Ilia Kym.  Il concerto si terrà alle ore 18 nell'Auditorium del Parco dell'Aquila. Nata a Seoul, l'artista è stata un'enfante prodige debuttando a 11 anni con un recital nella sua città natale. Grazie al suo talento ha potuto perfezionarsi a Berlino, diplomandosi nel 1994 col massimo dei voti, poi al Mozarteum di Salisburgo, alla Hochschule di Hannover e infine all'Accademia Pianistica di Imola. Dal 1998 risiede in Italia.

Il concerto verrà presentato da Piero Rattalino, musicologo, didatta e critico musicale di spicco del nostro panorama nazionale.

In cartellone pagine di estrazione e stili diversi, piacevoli all’ascolto, in tre delle quali autentico co-protagonista musicale è il pianoforte. La scaletta si apre con Due danze per pianoforte e archi di Claude Debussy, autore brillante e fantasioso. Figura geniale di innovatore, profondamente anticonvenzionale, il compositore francese rivoluziona l'armonia, il ritmo, la sonorità e la forma della musica occidentale della seconda metà del 19° secolo. Frequentatore di circoli letterari e artistici parigini di fine secolo, fu influenzato dal movimento simbolista francese e condivise con gli impressionisti l'attenzione per la natura. La sua musica è essenziale, stringata e priva di pomposità; Debussy, nel pieno dello stile impressionista e simbolista del suo tempo, punta alla brevità aforistica ed è alla continua ricerca dell'innovazione.

A seguire Wedding cake per pianoforte e archi di S. Saint- Saëns, brano scritto nel 1886 in occasione delle nozze dell’amica Caroline de Serres, fra le più importanti pianiste francesi dell’epoca. . La musica di Saint-Saëns è equilibrata, nitida, elegante, razionalistica, quasi cartesiana. Costruita con somma sapienza e con distinto mestiere, si fonda su presupposti estetici di matrice sostanzialmente classica: Mozart, dunque, insieme al romanticismo temperato di Mendelssohn.

Malédictìon per pianoforte e orchestra d'archi di  Liszt, terzo brano in esecuzione, risale agli anni giovanili dell'autore e fu scritta intorno al 1830, in funzione prevalente di un pianismo ricco di effetti, nel rapporto tra momenti lirici ed esplosioni vivacemente drammatiche, secondo quello stile che appartiene interamente a questo compositore. Il pianoforte svolge un ruolo da protagonista, quasi a descrivere ed evocare vari stati d'animo contrapposti fra di loro e sostanziati di slanci e ripiegamenti, di sogni, di ansie, di contemplazioni sentimentali e di superamento delle antinomie della vita in un clima di felicità inventiva. Con Charterhouse suite per archi di R. Vaughan Williams l'atmosfera si fa più leggera, attraversata dall'eco del canto popolare e influenze del neoclassicismo novecentesco.

 

La serata si chiude sulle note di Little suite op.1 per archi,di C. Nielsen.  Pubblicata nel 1889, con dedica al Maestro Rosenhoff, l'opera da quel momento divenne uno dei pezzi più popolari non solo di Nielsen, ma anche della musica danese e segna un’importante svolta tra la scrittura prettamente cameristica e orchestrale. Il concerto si replica a Roma il 28 febbraio, al Teatro Palladium, ore 20.30.