News & EventiConcerto di Natale - 11 Dicembre 2011

Associazione I SOLISTI AQUILANI

CONCERTO DI NATALE

ONNA
DOMENICA 11 DICEMBRE
Casa Onna ore 11.00

ANTONELLA CESARI, soprano

STEFANO GUADAGNINI, tenore
GIANMARCO DI COSIMO, baritono

 

I SOLISTI AQUILANI
CORO DEL CONSERVATORIO STATALE DI MUSICA ALFREDO CASELLA
VINCENZO MARIOZZI, direttore
ROSALINDA DI MARCO, direttrice del coro

 

G. F. HÄNDEL

Concerto grosso op. 6 n. 12 in si minore HWV 330 per archi
Largo/Allegro/Aria: larghetto e piano/Largo/Allegro
Lascia ch’io pianga mia cruda sorte per soprano e archi
Aria di Almirena dall’opera “Rinaldo” HWV 7b
Ah! Mio cor, schernito sei per soprano e archi
Aria di Alcina dall’opera “Rinaldo” HWV 34


G. B. PERGOLESI

Concertino n. 1 in sol maggiore per archi
Grave/Allegro/Grave - Staccato/Allegro - Vivace


W. A. MOZART

Laudate Dominum per soprano, orchestra e coro
Da “Vesperae solennes de Confessore” K 339 n. 5


intervallo

 

F. SCHUBERT

Messa n. 2 in sol maggiore D 167 per soprano, tenore, basso, coro misto, archi e organo
Kyrie - Andante con moto/Gloria - Allegro maestoso/Credo - Allegro moderato

Sanctus - Allegro maestoso/Benedictus - Andante grazioso/Agnus Dei – Lento

Prolusione di WALTER TORTORETO


Informazioni:

Associazione I SOLISTI AQUILANI - Via Ficara – Container Piazza d’Arti - 67100 L'Aquila

telefono/fax 0862 1960550


Si conclude con il tradizionale Concerto di Natale la stagione concertistica aquilana 2011 dei Solisti Aquilani. Grande dispiegamento di forze, domenica 11 dicembre a Casa Onna. Ad affiancare l’ensemble abruzzese saranno il Coro del Conservatorio di Musica “Alfredo Casella”, diretto da Rosalinda Di Marco e Antonella Cesari, soprano, Stefano Guadagnino, tenore, Gianmarco Di Cosimo, baritono. Sul podio Vincenzo Mariozzi. Particolarmente suggestiva le scelta delle partiture, in piena sintonia con le atmosfere natalizie. In apertura ascolteremo il Concerto grosso n. 12  dell’op. 6, una pagina di grande impatto sonoro e con al centro un’ Aria considerata tra le più incantevoli invenzioni melodiche händeliane.

A Händel, oltre che a Corelli e Vivaldi, è legata la storia di uno dei generi più importanti della musica strumentale del XVIII secolo: il Concerto grosso.
Nell’ampia varietà di forme e di stili che attraversano questo genere musicale è un principio compositivo a costituirne la caratteristica essenziale: la contrapposizione sonora tra un ristretto gruppo di strumenti solisti (il “concertino”) e l’intera massa orchestrale (il “concerto grosso”). Anche Händel dedicò la sua opera 6 (1740) al genere del Concerto grosso, con il chiaro intento di omaggiare il modello corelliano. Quest’opera costituisce indubbiamente una delle sue vette compositive nell’ambito della musica strumentale.

 

A seguire un breve excursus nell’Händel italiano, con un “assaggio”della sua pirotecnica invenzione, alla ricerca della più schietta radice italiana, con alcune gemme operistiche: due Arie dal Rinaldo, la sublime Lascia ch’io pianga e Ah! Mio cor, schernito sei .

 

La Matinée in musica prosegue con il Concertino n. 1 in sol maggiore per archi di Pergolesi, meteora e mito della musica napoletana, che in una manciata di anni – all’incirca tra il 1730 e il 1736 - rinnova stili e generi, mescola il sublime e il plebeo, rivoluziona le scene e con una delel pagine più suggestive di Mozart, Laudate Dominum per soprano, orchestra e coro da “Vesperae solemnes de Confessore” K339, n. 5.

 

Mozart scrisse questo autentico capolavoro all'età di 24 anni, nel 1780, ultimo lavoro per la corte dell’arcivescovo Colloredo prima del suo trasferimento a Vienna.
Il Laudate Dominum è uno dei momenti più famosi di questi Vespri, un’aria affidata al soprano spesso eseguita in concerto anche da sola. Questo salmo, dal testo molto breve ma dalla tensione musicale ampia, rappresenta uno dei vertici del lirismo mozartiano.

 

Gran finale con la Messa n. 2 in sol maggiore per soprano, tenore, basso, coro misto, archi e organo di Schubert. Si tratta di un’opera del periodo giovanile di Schubert e la più nota delle tre Messe brevi del compositore viennese. Sebbene composta in appena 5 giorni, nel 1815,  presenta una scrittura solida e rigorosa ed esprime una sottile, commovente religiosità


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